Centro Storico
21/07/2017
Centro Storico


Era Porta Grande il più importante varco d’accesso al cuore antico di Cisternino.
Passeggiando sulle “chianche” rese lucide dal calpestio si entra nel fitto tessuto urbano d’impronta medioevale rimasto pressoché intatto. Si può seguire la via che conduce verso Porta Piccola, attraverso l’ariosa piazza Vittorio Emanuele III con la sua bella Torre dell’Orologio. Oppure ci si può tuffare nelle atmosfere autentiche dei quattro quartieri di “Bère Vécchie”, “Scheledd”, “UPantène”, “L’ìsule”, che con quello più esterno, chiamato “u Bùrie”, compongono il piccolo dedalo di vie e slarghi dove si alternano case bianche di calcevicoli adorni di gerani, scalinate, logge e archi.
U Bùrie
U Bùrie
E’ la zona che si estende a destra e a sinistra di Corso Umberto I.

In dialetto u bùrie, significa semplicemente borgo.
Il termine è usato per indicare tutta la zona che si sviluppò nel XVI secolo fuori dalla cinta muraria, lungo l’attuale via Umberto I. Qui si spostarono tutte le famiglie più prestigiose di Cisternino in seguito all’aumento demografico e alla ripresa economica. Perciò le famiglie benestanti avvertirono la necessità di costruire palazzi più grandi fuori dalla cinta muraria.
Qui troviamo infatti Palazzo Punzi, Palazzo Riccio-Capece, costruito fra il XVII e il XVIII secolo, affianco all’antica torre quattrocentesca detta del Vento, che con il passare dei secoli ha finito con l’assimilare la stessa denominazione della famiglia. Più in là si trova Palazzo D’Errico, affianco, con un immenso cortile si colloca il prospetto neoclassico di palazzo Cenci, che offre la facciata nel burie, mentre tutta la struttura ricade nell’Isule. Oltre segue palazzo Temetrio-Lagravinese, il cui ingresso principale sporge in via La Fiera. Qui affianco al portocino si trova una lapide che ricorda tutti gli esponenti della famiglia che si distinsero per le loro qualità umane e professionali. Di fronte si colloca palazzo Amati nel borgo per distinguerlo da quello collocato nel rione bére vecchie. E infine affianco alla Chiesa di san Cataldo, troviamo Palazzo Boccelli.

Le Scheledd
Le Scheledd
            E’ la zona che si stende intorno alla via Santa Maria di Costantinopoli.
Il nome del rione trae spunto dalle presenza di alcuni gradini o meglio cordoli lungo via della Madonna di Costantinopoli che servivano a rallentare l’andatura dei carri.
Il rione viene anche identificato con un secondo nome più caratteristico: li Siggnuredde ...
Si estende nella parte settentrionale del borgo antico, fra la chiesa di Santa Lucia e la via della Madonna di Costantinopoli Il primo appellativo del rione (Li Siggnuredde) è legato alle fanciulle che abitavano nello storico palazzo di Achille De Vitofranceschi, prete illustre di Cisternino, nonché storico locale, che visse fra la fine del XIX e XX secolo. Il palazzo dal XVII secolo ospita l’istituto delle suore passioniste. Qui vivevano le due nubili sorelle dello storico prete, che in dialetto erano appunto identificate come le sigguredde, cioè le signorine di una famiglia benestante. Invece la seconda denominazione (le Scheledd) del rione deriva dalla presenza lungo via della Madonna di Costantinopoli di alcuni gradini, o meglio piccoli cordoli che servivano a rallentare l’andatura dei carri.
In questo rione troviamo il palazzo De Leonardis, che si riconosce dallo stemma collocato sull’ingresso raffigurante un’aquila bicipite.
Attraversando il vicoletto voltato ad arco sulla sinistra c’è un edicola votiva che raffigura la cosiddetta Madonna dei falegnami. Si riconosce iconograficamente dal bambinello che riceve una sega dall’angelo. In realtà alcuni saggi pittorici effettuati sulla tempera hanno evidenziato dei volti di alcuni cherubini, quindi sicuramente si tratta di un riadattamento pittorico. Un altro arco che conserva tracce pittoriche è quello della Madonna di Monserrat. Qui si riescono a intrevedere solo i solchi del disegno preparatorio che traccia delle figure umane.

 


L'Isùle
L'Isùle
             E’ la zona che si stende intorno a via Soleti, e via Superga.  
Adiacente al quartiere del pantano si stende il quartiere, detto in dialetto, dell’isule, cioè l’isola.
La definizione in questo caso indica un rione ben definito, racchiuso in un quadrato dalle vie che lo delimitano e per questo lo isolano dal restante parte del borgo antico. Anche un questo angolo del centro storico troviamo diversi palazzi. Quello più noto sicuramente è il Palazzo del Governatore, in stile rinascimentale, che si eleva affianco alla porta piccola. Un altro palazzo imponente si trova in via Superga, in un vicoletto laterale, si chiama palazzo Pepe e fu costruito fra il XVI e XVII secolo. Sul portale del palazzo si distingue lo stemma della famiglia. Questo palazzo appartenne alla famiglia di Camilla Bibiana Pepe madre del famoso Ignazio Ciaia di Fasano. Un personaggio storico che oltre ad essere poeta e letterato rivestì la carica di presidente del Governo Provvisorio della Repubblica Partenopea durante i moti del 1799.
In via Soleti si potrà ammirare l’ingresso posteriore di Palazzo Cenci, che con tutta la sua elegante mole classicheggiante si affaccia in un cortile a ridosso di via principe Umberto.
In questo quartiere troviamo anche una delle torri quadrate rimaste che faceva parte dell’antico sistema difensivo della città, in parte ormai inglobata nelle strutture posteriori.
Altri palazzi degni di nota che si collocano in questo rione sono palazzo Ariani palazzo Soli la cui facciata è coronata da una balaustra con colonnine tornite.

 


U' Pantène
U' Pantène
              E’ la zona che si stende fra via Basiliani, via Cellini, Via Duca d’Aosta, via Mezzofanti, via Duca d’Abruzzo, via                Pepe, via Orologio e piazza Pellegrino Rossi.
Il quartiere denominato in dialetto u pantène, si trova a sud del borgo antico e precisamente è la zona che si estende alle spalle della Chiesa Madre dedicata a san Nicola di Patàra.
Il nome del quartiere dipende dalla sua conformazione territoriale. Infatti questa parte del borgo antico è leggermente più bassa rispetto al quartiere di fronte denominato Bbere Veccvhje (borgo vecchio), quindi in caso di pioggia abbondanti era la zona che più facilmente si allagava.
Percorrendo via Basiliani, lateralmente alla chiesa madre, si giunge all’ingresso della Chiesa del Purgatorio ossia la parte più antica della chiesa di san Nicola di Patara, che ora viene chiamata anche cripta di san Nicola. Lungo la via Basiliana si affaccia palazzo Carrieri costruito fra il XIX e il XX secolo. Ad angolo, fra via Basiliani e via Cellini, si trova il palazzo Pozio risalente al XVI secolo. Proseguendo per via Cellini, in un vicoletto laterale si potrà ammirare palazzo De Amico che viene datato nel XVII secolo. Più in là si arriverà alla piazza Pellegrino Rossi, nella quale si affacciano diverse casupole i cui balconi sono abbelliti dai caratteristici pumi (boccioli decorativi in ceramica). E’ la parte più bassa del quartiere che un tempo si allagava completamente. Oggi ospita diverse botteghe, fra cui le caratteristiche macellerie che preparano la carne al fornello.
Un altro palazzo importante in questo quartiere è Palazzo Zizzi, vicinissimo alla Torre dell’Orologio. La punta estrema del rione che volge a sud è circoscritta da una delle due torre cilindriche rimaste: torre Capece che si colloca di fronte alla chiesa Nuova dedicata a Cristo.

Bère Vecchie
Bère Vecchie
          E’ la zona del centro storico che si estende intorno a via Castello, via Conte Verde, via Alfieri, via Regina Elena.
E’ il rione più esteso del borgo antico e anche il più antico.
Si colloca nella parte nord occidentale del borgo antico. Sommariamente comprende tutta l’area che si estende fra Palazzo Amati, il sito dove una volta esisteva la Porta Grande e la Chiesa di Santa Lucia. Il termine dialettale "bére vecchie" con cui si indica questa zona, che poi d'altronde è anche riportato sulle targhe affisse sui muri, significa borgo vecchio. L'appellativo serve a distinguerlo dal borgo nuovo che si sviluppò a ridosso delle mura nel XVI secolo. Fra le bellezze architettoniche che troviamo in questo rione c'è il Palazzo del Vescovo detto anche del barone, dato il duplice ruolo che il vescovo di Monopoli esercitò sulla città.
Sul cosiddetto ponte della Madonnina, cioè la strada che costeggia il borgo con affaccio verso la Valle d’Itria, troviamo lo storico Palazzo Amati con relativa torre cilindrica. Tutto il complesso è appartenuto ad una delle famiglie più illustre del paese al punto tale da possedere una cappella privata presso la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, il cosiddetto Cimitero Vecchio. Affianco, sulla sinistra, troviamo Palazzo Barbini, costruito fra il XIX e il XX secolo, e Palazzo Soleti sulla destra. Verso l’interno, lungo la via Conte Verde, troviamo Palazzo De Vitofranceschi e Palazzo Lagravinese. E infine citiamo Palazzo Costa, risalente al XVI secolo, che si affaccia con le sue splendide balconate rinascimentali su via Basiliani.